
È stato girato realmente all'interno della Reggia di Versailles e nei suoi giardini, grazie a una dispensa speciale del governo francese. Già solo per questo, vale la pena vedere “Marie Antoniette”, film di Sofia Coppola, uscito nel 2016.
Racconta in maniera molto umanizzata la storia di Maria Antonietta e di Luigi XVI, dal loro primo incontro fino alla fuga da Versailles, entrando sia nella loro vita privata che nella vita di corte.
Il film di Sofia Coppola mi piace molto anche perchè aiuta a farsi un'idea di come erano vissuti gli spazi all'epoca della corte francese. Se ci fate caso, nella pellicola vediamo un susseguirsi infinito di stanze diverse, ognuna dedicata a una funzione precisa.

Infatti, superati ormai gli anni dei grandi saloni, nel 1700 si cominciano ad affermare, soprattutto nella vita di tutti i giorni, stanze più piccole e private. Ogni stanza nasceva e veniva arredata con una funzione specifica: la stanza da bagno, la sala da pranzo, il salotto per ricevere, gli spazi per intrattenersi e giocare, e così via. Tanto per farvi capire: il mobile toilette e i tavolini da gioco nascono proprio in questo periodo!
Prendo spunto da questo film per raccontarvi brevemente come è cambiato lo stile decorativo, anche negli arredi, proprio negli anni di ambientazione del film. I due stili di cui parleremo prendono il nome proprio da i due sovrani, padre e figlio, che vediamo nel film “Maria Antonietta”: Luigi XV e Luigi XVI.
Lo stile Luigi XV è famoso anche con il nome rococò, che deriva guarda caso da una parola francese.
Il rococò viene subito dopo il barocco e si sviluppa soprattutto “a piccola scala”, vale a dire nell’arredamento, negli interni e negli oggetti. Le sue caratteristiche sono forme morbide, asimmetriche e sinuose, che si rifanno alla natura. È il perfetto simbolo di quella che era la vita alla corte di Luigi XV.

Il sovrano – che salì al trono all’età di soli 5 anni- è passato alla storia per la sua vita spensierata e molto licenziosa per l’epoca – ha avuto infatti molte amanti, tra le quali spiccano Madame de Pompadour e Madame Du Barry, quest’ultima presente anche nel film. Disinteressato alla politica, amava la vita pubblica frivola e spensierata, che ben presto divenne una caratteristica della sua Corte.
Lo stile che da lui prende il nome lo rispecchia: leggero, attento ai dettagli, movimentato e sicuramente amante delle cose belle che la vita e la natura offrono.

Dopo tanto movimento e naturalismo, non è difficile credere che è proprio alla fine del suo regno che si inizia ad affermare un altro stile completamente diverso: il Luigi XVI, che precede di pochi anni l'ascesa al trono dell'omonimo sovrano.
Lo stile Luigi XVI nasce come risposta agli eccessi del barocco e del rococò. Se ci pensiamo, solitamente dopo i periodi di eccessi, la tendenza è quella di tornare a un'idea ben precisa di ordine (un po’ come quando dopo un weekend di pranzi e cene fuori, ci mettiamo a dieta). Cosa c'è, quindi, di più ordinato e rassicurante delle forme classiche?
Lo stile Luigi XVI si rifà proprio a queste forme ideali e si sviluppa nella corrente del “neoclassicismo”. Ritorno quindi al rigore di canoni estetici e proporzioni ben precise, forme che rimandano a un ideale classico e attenzione alla simmetria.
Negli interni, si passa dalla grande presenza di marmo (anche a parete) del barocco all’utilizzo di elementi decorativi a parete in stucco, che venivano dipinti o rivestiti in tessuto. Se ci fate caso, li potete ritrovare come sfondo in tante scene del film “Maria Antonietta”.


Un’altra decorazione a parete che nasce in questo periodo è la boiserie, che addirittura viene coordinata, per forme e colori, con gli arredi della stanza.
Una cosa molto divertente, è che tutto quello che vi ho detto finora sugli stili Luigi XV e Luigi XVI può essere immediatamente compreso e riassunto guardando le sedie appartenenti ai due periodi.
La sedia Luigi XV è allegra, si sposa bene in un’atmosfera privata e festosa. Lo schienale basso e la seduta larga sono perfetti per gli abiti e le parrucche dell’epoca. Le sue forme sono morbide e curvilinee, gambe e braccioli ricordano una s e hanno intarsi a tema naturalistico, tipici del rococò.
È grandissima l'attenzione al dettaglio: ricordiamoci che all'epoca tutte le decorazioni a intarsio erano lavorate a mano e per creare queste sedie, vennero studiati dei modi precisi per nascondere chiodi e incastri, in maniera tale che le decorazioni sembrassero il più naturali possibile.

Nel film, si vedono molte di queste sedie soprattutto nella prima parte, alla corte di Luigi XV.
La sedia Luigi XVI è molto diversa dalla sua predecessora. Si ritorna alla simmetria, abbandonando quasi del tutto le linee curve – ne rimane un accenno solo nei braccioli. Lo schienale è più alto, la seduta meno larga e le gambe sono dritte e scanalate come delle antiche colonne.
Queste sedute si vedono nella seconda parte del film, nella casa dove vive la regina Maria Antonietta.

Un’altra cosa di cui mi sono innamorata in questo film sono i colori: morbidi e pastello, si ritrovano perfettamente mixati in vari elementi all’interno del set: pareti, cornici, tende e mobili, tutto dialoga insieme per creare un’atmosfera di lusso e bellezza che ci fa desiderare di essere realmente lì, a mangiare pasticcini insieme alla regina.

Hai mai visto questo film? E le sedie Luigi XV e XVI?
Se ti guardi intorno, soprattutto negli hotel - dove le usano per la loro aurea di elegante classicità - sono sicura che ne potrai riconoscere parecchie!
Immagini via Pinterest, imdb, tooyoungtoreing

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