Immagina di avere davanti a te una parete spoglia: qual è la prima cosa che ti viene in mente di fare, per riempirla? Probabilmente appenderci qualcosa, disegnarci sopra o colorarla in qualche modo.
Bene, sappi allora che la voglia e la spinta a disegnare e colorare le pareti, è storia antica. Pensa per esempio ai magnifici affreschi nelle Domus di Pompei o nel Palazzo di Cnosso a Creta, in Grecia.

Nel medioevo i signorotti e i nobili erano soliti riempire le pareti dei propri castelli con arazzi (complice anche il tentativo di scaldare un po' di più l'ambiente). Gli arazzi derivavano dalla cultura araba e in pratica erano simili a “tappeti ricamati” da appendere a parete.
Nel Rinascimento invece si torna a dipingere le pareti delle stanze. Questi dipinti, però, erano destinati a un pubblico di élite, ovvero ai ricchissimi dell'epoca. Ma allora quando nasce la carta da parati come la conosciamo noi?

Per risponde alla domanda, dobbiamo fare una distinzione. In realtà, la carta da parati intesa come carta stampata e applicata a un supporto, nasce in Cina nel 1° secolo a.C.
Invece, la carta da parati come la conosciamo noi, arriva in Europa solo nel 1600, proprio dal continente asiatico. Gli Europei, infatti, importano la tradizione cinese della carta dipinta da applicare a parete.
Tra il 1600 e i primi del 1700 la carta da parati è un elemento decorativo diffuso soprattutto tra l'alta borghesia, che era l'unica fascia sociale a potersela permettere. È con l’inizio dell’epoca industriale (dal 1700 in poi) che inizia il vero e proprio sviluppo “a larga scala”.

Di pari passo con l'industrializzazione, si sviluppano e affinano anche le tecniche di produzione della carta da parati che, essendo sempre più meccanizzata, passa da prodotto per pochi a prodotto “popular”, cioè che possono permettersi in molti.
C’è un altro fattore che ha contribuito alla fama della carta da parati: man mano che il suo processo di realizzazione si sviluppa, le carte da parati diventano sempre più realistiche.
Non solo per i soggetti, ma anche per quanto riguarda la loro matericità. Le carte da parati iniziano così ad assomigliare sempre più a tende di lino, al cuoio, replicando anche al tatto materiali e tessuti preziosi, che non tutti all’epoca potevano permettersi.

C'è un'altra cosa molto bella, secondo me, per cui vale la pena studiare un po’ la carta da parati storica. Andando a vedere i modelli di una volta, infatti, è possibile fare un vero e proprio viaggio nel tempo e si capiscono un po’ di più anche le mode delle varie epoche.
Nel 20º secolo la fortuna della carta da parati va a periodi alterni. Passiamo dal boom degli anni '20 -con milioni di rotoli di carta da parati prodotti – al lento scomparire della carta da parati, sempre più sostituita dalla vernice.



Negli ultimi anni, invece, è tornata di moda come elemento decorativo. A volte viene usata per rivestire intere camere -magari da letto – altre per dare risalto solo a una parete.
Possiamo dire che la carta da parati, per stampe, colori e materiali, negli ultimi cento anni si è evoluta tantissimo e che le carte da parati degli anni ’50 sono completamente diverse da quelle degli anni ’70, ’80 e così via…Ma questa è un’altra storia, che merita di essere approfondita, per questo ve ne parlerò presto in un altro articolo!
Immagini via Pinterest, in copertina: carta da parati di Zuber
Sei team carta da parati? Ti piacerebbe averla a casa tua o proprio non ce la vedi? Fammi sapere la tua nei commenti e resta aggiornato per altri articoli Vintage Lovers!

© Copyright 2024 Valentina Bova - Photo by associazionecontroluce - Web Design La Stratagemma