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	<title>Cinema - Vintagevalovers - Content Creator e vintage Interior designer</title>
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	<description>Il passato è tutto da scoprire, basta saperlo raccontare!</description>
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		<title>Maria Antonietta di Sofia Coppola – Design e stile alla corte di Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Bova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 08:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato girato realmente all'interno della Reggia di Versailles e nei suoi giardini, grazie a una dispensa speciale del governo francese. Già solo per questo, vale la pena vedere “Marie Antoniette”, film di Sofia Coppola, uscito nel 2016. Racconta in maniera molto umanizzata la storia di Maria Antonietta e di Luigi XVI, dal loro primo [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nr0g8vVxnW1s207suo1_1280-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-674" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nr0g8vVxnW1s207suo1_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nr0g8vVxnW1s207suo1_1280-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nr0g8vVxnW1s207suo1_1280-768x512.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nr0g8vVxnW1s207suo1_1280-1170x780.jpg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nr0g8vVxnW1s207suo1_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È stato girato realmente all'interno della Reggia di
Versailles e nei suoi giardini, grazie a una dispensa speciale del governo
francese. Già solo per questo, vale la pena vedere “Marie Antoniette”, film di
Sofia Coppola, uscito nel 2016. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Racconta in maniera molto umanizzata la storia di Maria
Antonietta e di Luigi XVI, dal loro primo incontro fino alla fuga da Versailles,
entrando sia nella loro vita privata che nella vita di corte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film di Sofia Coppola mi piace molto anche perchè aiuta a
farsi un'idea di come erano vissuti gli spazi all'epoca della corte francese. Se
ci fate caso, nella pellicola vediamo un susseguirsi infinito di stanze diverse,
ognuna dedicata a una funzione precisa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1000" height="665" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw2tzzyFNR1s207suo3_1280.jpg" alt="" class="wp-image-671" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw2tzzyFNR1s207suo3_1280.jpg 1000w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw2tzzyFNR1s207suo3_1280-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw2tzzyFNR1s207suo3_1280-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, superati ormai gli anni dei grandi saloni, nel 1700 si cominciano ad affermare, soprattutto nella vita di tutti i giorni, stanze più piccole e private. Ogni stanza nasceva e veniva arredata con una funzione specifica: la stanza da bagno, la sala da pranzo, il salotto per ricevere, gli spazi per intrattenersi e giocare, e così via. Tanto per farvi capire: il mobile toilette e i tavolini da gioco nascono proprio in questo periodo!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il design alla corte di Francia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prendo spunto da questo film per raccontarvi brevemente come
è cambiato lo stile decorativo, anche negli arredi, proprio negli anni di
ambientazione del film. I due stili di cui parleremo prendono il nome proprio
da i due sovrani, padre e figlio, che vediamo nel film “Maria Antonietta”: Luigi
XV e Luigi XVI. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Luigi XV - morbido e sinuoso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stile Luigi XV è famoso anche con il nome rococò, che
deriva guarda caso da una parola francese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rococò viene subito dopo il barocco e si sviluppa soprattutto “a piccola scala”, vale a dire nell’arredamento, negli interni e negli oggetti. Le sue caratteristiche sono forme morbide, asimmetriche e sinuose, che si rifanno alla natura. È il perfetto simbolo di quella che era la vita alla corte di Luigi XV. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1000" height="665" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/tumblr_32643bb6e6f10e25aecd5f0837403ef8_e343a2e1_1280-1.jpg" alt="" class="wp-image-691" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/tumblr_32643bb6e6f10e25aecd5f0837403ef8_e343a2e1_1280-1.jpg 1000w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/tumblr_32643bb6e6f10e25aecd5f0837403ef8_e343a2e1_1280-1-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/tumblr_32643bb6e6f10e25aecd5f0837403ef8_e343a2e1_1280-1-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il sovrano – che salì al trono all’età di soli 5 anni- è passato alla storia per la sua vita spensierata e molto licenziosa per l’epoca – ha avuto infatti molte amanti, tra le quali spiccano Madame de Pompadour e Madame Du Barry, quest’ultima presente anche nel film. Disinteressato alla politica, amava la vita pubblica frivola e spensierata, che ben presto divenne una caratteristica della sua Corte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stile che da lui prende il nome lo rispecchia: leggero, attento ai dettagli, movimentato e sicuramente amante delle cose belle che la vita e la natura offrono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Luigi XVI - classico e simmetrico</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/MV5BZjM4M2VkYmMtNDU0NC00Y2MyLWFhODktYmZhYTNkNTQ5NDllXkEyXkFqcGdeQXVyMTAwMzUyMzUy._V1_-1024x574.jpg" alt="" class="wp-image-673" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/MV5BZjM4M2VkYmMtNDU0NC00Y2MyLWFhODktYmZhYTNkNTQ5NDllXkEyXkFqcGdeQXVyMTAwMzUyMzUy._V1_-1024x574.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/MV5BZjM4M2VkYmMtNDU0NC00Y2MyLWFhODktYmZhYTNkNTQ5NDllXkEyXkFqcGdeQXVyMTAwMzUyMzUy._V1_-300x168.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/MV5BZjM4M2VkYmMtNDU0NC00Y2MyLWFhODktYmZhYTNkNTQ5NDllXkEyXkFqcGdeQXVyMTAwMzUyMzUy._V1_-768x431.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/MV5BZjM4M2VkYmMtNDU0NC00Y2MyLWFhODktYmZhYTNkNTQ5NDllXkEyXkFqcGdeQXVyMTAwMzUyMzUy._V1_.jpg 1289w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo tanto movimento e naturalismo, non è difficile credere
che è proprio alla fine del suo regno che si inizia ad affermare un altro stile
completamente diverso: il Luigi XVI, che precede di pochi anni l'ascesa al
trono dell'omonimo sovrano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stile Luigi XVI nasce come risposta agli eccessi del
barocco e del rococò. Se ci pensiamo, solitamente dopo i periodi di eccessi, la
tendenza è quella di tornare a un'idea ben precisa di ordine (un po’ come quando
dopo un weekend di pranzi e cene fuori, ci mettiamo a dieta). Cosa c'è, quindi,
di più ordinato e rassicurante delle forme classiche? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stile Luigi XVI si rifà proprio a queste forme ideali e si sviluppa nella corrente del “neoclassicismo”. Ritorno quindi al rigore di canoni estetici e proporzioni ben precise, forme che rimandano a un ideale classico e attenzione alla simmetria.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come si riflettono questi stili nel design dei mobili e negli interni?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Negli interni, si passa dalla grande presenza di marmo (anche
a parete) del barocco all’utilizzo di elementi decorativi a parete in stucco,
che venivano dipinti o rivestiti in tessuto. Se ci fate caso, li potete ritrovare
come sfondo in tante scene del film “Maria Antonietta”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="564" height="564" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/7724091a955c037cd22d005855b496d9.jpg" alt="" class="wp-image-676" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/7724091a955c037cd22d005855b496d9.jpg 564w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/7724091a955c037cd22d005855b496d9-300x300.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/7724091a955c037cd22d005855b496d9-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="679" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw7kt2k9yM1s207suo2_1280-1-1024x679.jpg" alt="" class="wp-image-677" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw7kt2k9yM1s207suo2_1280-1-1024x679.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw7kt2k9yM1s207suo2_1280-1-300x199.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw7kt2k9yM1s207suo2_1280-1-768x509.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/05/tumblr_nw7kt2k9yM1s207suo2_1280-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra decorazione a parete che nasce in questo periodo è
la boiserie, che addirittura viene coordinata, per forme e colori, con gli
arredi della stanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa molto divertente, è che tutto quello che vi ho
detto finora sugli stili Luigi XV e Luigi XVI può essere immediatamente
compreso e riassunto guardando le sedie appartenenti ai due periodi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sedia Luigi XV è allegra, si sposa bene in un’atmosfera privata e festosa. Lo schienale basso e la seduta larga sono perfetti per gli abiti e le parrucche dell’epoca. Le sue forme sono morbide e curvilinee, gambe e braccioli ricordano una s e hanno intarsi a tema naturalistico, tipici del rococò. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È grandissima l'attenzione al dettaglio: ricordiamoci che all'epoca tutte le decorazioni a intarsio erano lavorate a mano e per creare queste sedie, vennero studiati dei modi precisi per nascondere chiodi e incastri, in maniera tale che le decorazioni sembrassero il più naturali possibile. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/564x/32/35/cb/3235cb040b7e09169c6ac4f2f6edfb87.jpg" alt="" style="width:585px;height:853px"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel film, si vedono molte di queste sedie soprattutto nella
prima parte, alla corte di Luigi XV.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sedia Luigi XVI è molto diversa dalla sua predecessora. Si
ritorna alla simmetria, abbandonando quasi del tutto le linee curve – ne rimane
un accenno solo nei braccioli. Lo schienale è più alto, la seduta meno larga e
le gambe sono dritte e scanalate come delle antiche colonne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sedute si vedono nella seconda parte del film, nella
casa dove vive la regina Maria Antonietta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/564x/f4/75/a5/f475a5ae6f65983a9b79ba8066f0df4d.jpg" alt="" style="width:586px;height:893px"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra cosa di cui mi sono innamorata in questo film sono
i colori: morbidi e pastello, si ritrovano perfettamente mixati in vari
elementi all’interno del set: pareti, cornici, tende e mobili, tutto dialoga
insieme per creare un’atmosfera di lusso e bellezza che ci fa desiderare di essere
realmente lì, a mangiare pasticcini insieme alla regina.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="701" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/ddp_4.01771947-1024x701.jpg" alt="" class="wp-image-687" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/ddp_4.01771947-1024x701.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/ddp_4.01771947-300x205.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/ddp_4.01771947-768x526.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/07/ddp_4.01771947.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-left has-background has-very-light-gray-background-color wp-block-paragraph">Hai mai visto questo film? E le sedie Luigi XV e XVI?<br>Se ti guardi intorno, soprattutto negli hotel - dove le usano per la loro aurea di elegante classicità - sono sicura che ne potrai riconoscere parecchie!</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Immagini via <a href="http://www.pinterest.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Pinterest (apre in una nuova scheda)">Pinterest</a>, <a href="https://www.imdb.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="imdb (apre in una nuova scheda)">imdb</a>, <a href="https://tooyoungtoreign.tumblr.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="tooyoungtoreing (apre in una nuova scheda)">tooyoungtoreing</a></p>
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		<title>7 Sconosciuti al el Royale: come creare da zero un set vintage</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Bova]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 10:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage Lovers]]></category>
		<category><![CDATA[set cinema vintage]]></category>
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					<description><![CDATA[7 Sconosciuti a El Royale, film thriller uscito nel 2018, è scritto e diretto da Drew Goddard e racconta la storia di un gruppo di sconosciuti che si ritrovano tutti a dover passare la notte nell'hotel. Ambientato alla fine degli anni ’60, quando El Royale è un hotel ormai decaduto, divenuto famoso ai suoi tempi [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_4e1a74c1a71659c2b11d3a057c6bb20ee042b963-1.jpg" alt="" class="wp-image-441" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_4e1a74c1a71659c2b11d3a057c6bb20ee042b963-1.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_4e1a74c1a71659c2b11d3a057c6bb20ee042b963-1-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_4e1a74c1a71659c2b11d3a057c6bb20ee042b963-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">7 Sconosciuti a El Royale, film thriller uscito nel 2018, è scritto e diretto da Drew Goddard e racconta la storia di un gruppo di sconosciuti che si ritrovano tutti a dover passare la notte nell'hotel.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Ambientato alla fine degli anni ’60, quando El Royale è un hotel ormai decaduto, divenuto famoso ai suoi tempi per aver ospitato star del cinema e personaggi illustri. La sua particolarità è che si trova al confine tra la California e il Nevada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Voglio essere sincera con voi: vi parlo di questo film perchè la sua scenografia mi è piaciuta davvero molto, tanto che appena finito di vederlo, ho scritto a una mia amica consigliandole la visione, perché il set era veramente fighissimo! (e anche per Chris Hemsworth, ma questa è un'altra storia). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYTZjMTI5YzgtNTE1OC00NWI3LWJkNjktMjFhODcxZTVlMzc3XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-444" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYTZjMTI5YzgtNTE1OC00NWI3LWJkNjktMjFhODcxZTVlMzc3XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYTZjMTI5YzgtNTE1OC00NWI3LWJkNjktMjFhODcxZTVlMzc3XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-300x126.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYTZjMTI5YzgtNTE1OC00NWI3LWJkNjktMjFhODcxZTVlMzc3XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-768x322.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYTZjMTI5YzgtNTE1OC00NWI3LWJkNjktMjFhODcxZTVlMzc3XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Esattamente al centro dell’Hotel passa una linea rossa a terra che indica la fine di uno stato e l’inizio dell’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film gioca molto su questa particolarità: le due parti
hanno servizi e offerte distinte. La vita in California, per esempio, è più
costosa e così le camere che si trovano sul suo lato. Anche la licenza per gli
alcolici in California costa di più: per questo il bar si trova in Nevada!</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_98c5959082b6a2ccc30736f12bc842998d7f2714-1.jpg" alt="" class="wp-image-449" style="aspect-ratio:43.398208469055376;width:868px;height:auto" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_98c5959082b6a2ccc30736f12bc842998d7f2714-1.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_98c5959082b6a2ccc30736f12bc842998d7f2714-1-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_98c5959082b6a2ccc30736f12bc842998d7f2714-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Chiave di una stanza in California, con una miniatura dello stato come portachiavi</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La scenografia fa lo stesso: come racconta lo scenografo Martin Whist, i due lati dell’Hotel rispecchiano le caratteristiche dei due stati. “Calore e sole ad ovest; speranza e opportunità a est" – così viene raccontato l’albergo dal concierge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Whist stesso afferma che "La California è tutta calda
nei colori e nelle trame, e il Nevada è tutto più fresco di lavanda e viola e
molte superfici riflettenti", spiegando la decisione di incorporare nella
sceneggiatura il legno per la California e gli specchi per il Nevada.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d37669f2a8cee1e76e6367be592bc27f1e93a586-2.jpg" alt="" class="wp-image-451" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d37669f2a8cee1e76e6367be592bc27f1e93a586-2.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d37669f2a8cee1e76e6367be592bc27f1e93a586-2-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d37669f2a8cee1e76e6367be592bc27f1e93a586-2-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Zona bar in Nevada, dove El Royale ha attiva la licenza per gli alcolici</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La Hall, che è per me la sala più caratteristica di tutto il
film, è divisa a metà da una linea rossa che corre lungo il pavimento e arriva
alla parete di fondo: una nicchia ricoperta di specchi opachi che ospita un jukebox,
fortemente voluto dallo scenografo come elemento di distacco dal resto dell’allestimento.
</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNzYyM2UwZGEtYmUyOS00MTYzLWFkZWItZGZhY2E5NTdjNTkxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-453" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNzYyM2UwZGEtYmUyOS00MTYzLWFkZWItZGZhY2E5NTdjNTkxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNzYyM2UwZGEtYmUyOS00MTYzLWFkZWItZGZhY2E5NTdjNTkxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-300x126.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNzYyM2UwZGEtYmUyOS00MTYzLWFkZWItZGZhY2E5NTdjNTkxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-768x322.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNzYyM2UwZGEtYmUyOS00MTYzLWFkZWItZGZhY2E5NTdjNTkxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Come se quanto detto finora non bastasse a rendere la scenografia
di questo film insolita e interessante, c’è un altro fatto che va sicuramente
apprezzato: il rapporto con le icone di Design dell’epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il set di 7 Sconosciuti a El Royale risponde perfettamente a una domanda molto importante: possiamo creare un ambiente retrò senza usare mobili di design, icone di quegli anni?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta è sì. Infatti, nel set basato interamente sull’estetica anni ’50 americana, non c’è nemmeno uno degli oggetti iconici del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">"La realtà dell’epoca è che non tutti avevano una sedia Eames" si giustifica Whist. Per questo nel film, per ricreare l’atmosfera anni 50, lo scenografo non usa oggetti famosi all’epoca ma piuttosto tutta una serie di forme, materiali e colori allora popolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel set di 7 Sconosciuti a El Royale, tutti i mobili sono stati realizzati su misura, carta da parati compresa, personalizzata e realizzata usando le tecniche di stampa del tempo. Inoltre, il formato stretto e lungo del film, è molto particolare e permette di dare più risalto a pavimento e soffitto: in questo modo gli attori - e lo spettatore con loro – si ritrovano immersi nella scenografia, che risulta più visibile!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d26ed68e33b5fc19856bd8be09b7969494fcea92.jpg" alt="" class="wp-image-446" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d26ed68e33b5fc19856bd8be09b7969494fcea92.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d26ed68e33b5fc19856bd8be09b7969494fcea92-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_d26ed68e33b5fc19856bd8be09b7969494fcea92-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La scenografia, proprio per questa tipologia di riprese, è pensata sia nel suo insieme che per pezzi singoli, affinchè tutti gli elementi del set potessero avere carattere e complessità anche se inquadrati nei primi piani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Merito di questo film è l’aver ricreato l’atmosfera degli anni 50-60 attraverso la ricostruzione di ambienti con elementi tipici di quegli anni. Ne è un esempio il grande spazio aperto della hall e la zona relax, più bassa rispetto al resto e circondata da divanetti, elemento tipico di quell'epoca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7 sconosciuti a el Royale: a caccia di particolari </h2>



<h3 class="wp-block-heading">La hall</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_af9865bc1968d96e5170f28dcd89b2499ef32972-1.jpg" alt="" class="wp-image-456" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_af9865bc1968d96e5170f28dcd89b2499ef32972-1.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_af9865bc1968d96e5170f28dcd89b2499ef32972-1-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_af9865bc1968d96e5170f28dcd89b2499ef32972-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Soffitto in assi di legno con diversa direzione, imponente lampadario a bracci, divanetti laterali curvi e fili di acciaio con perline che reggono i caminetti sospesi. Tutto concorre a dare all'ambiente un'atmosfera elegante ma allo stesso tempo rustica (e soprattutto retrò!).</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/BT-377-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-470" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-377-1024x682.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-377-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-377-768x512.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-377-1170x780.jpg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-377.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un dietro le quinte con il regista. Questo frame ci aiuta ad analizzare il punto di confine tra California e Nevada, con la nicchia specchiata e la linea rossa centrale da cui partono due moquette differenti.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="637" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_2caa736bb79b701b2a705704d831e7f8e5015e21.jpg" alt="" class="wp-image-455" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_2caa736bb79b701b2a705704d831e7f8e5015e21.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_2caa736bb79b701b2a705704d831e7f8e5015e21-300x199.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_2caa736bb79b701b2a705704d831e7f8e5015e21-768x510.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nella Hall grande spazio viene dato alla pietra, sia a pavimento che nelle basse pareti divisorie che ospitano le sedute.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_84adfe4285fbbf714e7932fe908249c94d69804f.jpg" alt="" class="wp-image-447" style="width:1024px;height:682px" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_84adfe4285fbbf714e7932fe908249c94d69804f.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_84adfe4285fbbf714e7932fe908249c94d69804f-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_84adfe4285fbbf714e7932fe908249c94d69804f-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Zona "gioco d'azzardo", simbolo del Nevada, dove è ospitata. Da notare il piano di gioco della roulette in radica - tipo di legno molto pregiato - , che dona al set un grande tocco di eleganza.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/bad-times-at-el-royale-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-457" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/bad-times-at-el-royale-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/bad-times-at-el-royale-2-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/bad-times-at-el-royale-2-768x512.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/bad-times-at-el-royale-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/bad-times-at-el-royale-2-1170x780.jpg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/bad-times-at-el-royale-2.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il bancone della reception è un blocco di marmo nero scolpito e scanalato. Dietro, la carta da parati con gli orsi è un omaggio allo stato del Nevada.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/BT-288-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-459" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-288-1024x682.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-288-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-288-768x512.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-288-1170x780.jpg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-288.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nulla è lasciato al caso e tutti gli elementi seguono una palette di colore ben precisa. <br>Si nota subito se fai caso ai dettagli di questa foto: specchio anticati con cornici ad arco, tavolo rivestito in ottone battuto a mano e la parte che preferisco, il pannello di legno intarsiato dietro al reverendo, Jeff Bridges.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Le camere</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_596dfee66360d2a51138581d36db1e83449c75d3.jpg" alt="" class="wp-image-452" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_596dfee66360d2a51138581d36db1e83449c75d3.jpg 960w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_596dfee66360d2a51138581d36db1e83449c75d3-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/at_archive_596dfee66360d2a51138581d36db1e83449c75d3-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Suite Nevada. Jon Hamm nella vasca da bagno - creata su misura -  che inglobata nel pavimento è un elemento tipico degli anni '60, così come la parete di roccia lì dietro.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/BT-098-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-461" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-098-1024x682.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-098-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-098-768x512.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-098-1170x780.jpg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-098.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carta da parati "lilla Nevada" come dice lo scenografo, e cornici della porta marrone scuro. Questi elementi, pensati nel dettaglio, si possono apprezzare nelle inquadrature ravvicinate come questa, con  Dakota Johnson al centro.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/BT-323-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-463" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-323-1024x682.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-323-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-323-768x512.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-323-1170x780.jpg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/BT-323.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cynthia Erivo e Dakota Johnson immerse in un ambiente subito riconoscibile come vintage. Qui, la carta da parati è sempre sul lilla ma con disegno geometrico. </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZDA2NmRjMmQtYjBlNS00MGU3LTlhMmUtMTg3ZDg5N2Y4ZTY4XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-465" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZDA2NmRjMmQtYjBlNS00MGU3LTlhMmUtMTg3ZDg5N2Y4ZTY4XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZDA2NmRjMmQtYjBlNS00MGU3LTlhMmUtMTg3ZDg5N2Y4ZTY4XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-300x126.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZDA2NmRjMmQtYjBlNS00MGU3LTlhMmUtMTg3ZDg5N2Y4ZTY4XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-768x322.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZDA2NmRjMmQtYjBlNS00MGU3LTlhMmUtMTg3ZDg5N2Y4ZTY4XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carta da parati vintage e anche un po' rovinata in questa scena con Jon Hamm, dove il set è protagonista di metà  inquadratura.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYzI3NjE1YmYtMzk3OS00YWEyLTk3YmUtYjgxYzUxMzkyZTJkXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-467" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYzI3NjE1YmYtMzk3OS00YWEyLTk3YmUtYjgxYzUxMzkyZTJkXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYzI3NjE1YmYtMzk3OS00YWEyLTk3YmUtYjgxYzUxMzkyZTJkXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-300x126.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYzI3NjE1YmYtMzk3OS00YWEyLTk3YmUtYjgxYzUxMzkyZTJkXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-768x321.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYzI3NjE1YmYtMzk3OS00YWEyLTk3YmUtYjgxYzUxMzkyZTJkXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_.jpg 1252w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La testiera vintage del letto, in legno e paglia di Vienna, aiuta a illuminare la scena, altrimenti molto cupa.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="429" src="https://www.valentinabova.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZTNkYTkwZTEtOWEzNy00OGUyLTg3NDgtMzIxMTMyNTAwMDAxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg" alt="" class="wp-image-468" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZTNkYTkwZTEtOWEzNy00OGUyLTg3NDgtMzIxMTMyNTAwMDAxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-1024x429.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZTNkYTkwZTEtOWEzNy00OGUyLTg3NDgtMzIxMTMyNTAwMDAxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-300x126.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZTNkYTkwZTEtOWEzNy00OGUyLTg3NDgtMzIxMTMyNTAwMDAxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_-768x322.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BZTNkYTkwZTEtOWEzNy00OGUyLTg3NDgtMzIxMTMyNTAwMDAxXkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Inquadratura completa di una stanza tipo: finestre coperte da tende a mezza altezza, carta da parati alle pareti, 3 bucature asimmetriche con vetro opaco e tante luci gialle.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, possiamo dire che sicuramente il merito di questo film è quello di aver saputo ricreare una vera e propria atmosfera vintage partendo da zero! </p>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background wp-block-paragraph"><strong>Che ne pensi di questo set? C'è qualche altro film che ti piacerebbe vedere analizzato nella rubrica Cinema retrò?</strong> Fammelo sapere, ti aspetto nei commenti! E resta connesso per non perderti articoli su altri set vintage!</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Foto via <a href="http://www.kimberleyfrench.com/" target="_blank" rel="noopener">Kimberly French</a>, <a href="http://www.apartmenttherapy.com" target="_blank" rel="noopener">Apartment Terapy</a>, <a href="http://www.imdb.com" target="_blank" rel="noopener">imdb</a></p>
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					<wfw:commentRss>https://www.valentinabova.it/7-sconosciuti-al-el-royale-come-creare-da-zero-un-set-vintage/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Grand Budapest Hotel di Wes Anderson: quando il retrò batte il vintage</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Bova]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 08:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage Lovers]]></category>
		<category><![CDATA[set cinema vintage]]></category>
		<category><![CDATA[wes anderson]]></category>
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					<description><![CDATA[Grand Budapest Hotel di Wes Anderson è forse il suo film capolavoro. Chiunque l’abbia visto non può dimenticare l’incredibile facciata dell’Hotel, così rosa ed esageratamente equilibrata. Alla domanda “è l’abito che fa il monaco?” Wes Anderson sembra rispondere: “Sì, ma anche e soprattutto la scenografia”. Le sue, in effetti, sono talmente caratteristiche e maniacalmente studiate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/785f24e2630ff838f0bf8a0a87a3332a-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-394" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/785f24e2630ff838f0bf8a0a87a3332a-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/785f24e2630ff838f0bf8a0a87a3332a-1-300x169.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/785f24e2630ff838f0bf8a0a87a3332a-1-768x432.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/785f24e2630ff838f0bf8a0a87a3332a-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Grand Budapest Hotel </strong>di Wes Anderson è forse il suo film capolavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiunque l’abbia visto non può dimenticare l’incredibile facciata dell’Hotel, così rosa ed esageratamente equilibrata.  Alla domanda “è l’abito che fa il monaco?” Wes Anderson sembra rispondere: “Sì, ma anche e soprattutto la scenografia”.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue, in effetti, sono talmente caratteristiche e maniacalmente studiate da essersi meritate l’aggettivo di <em>wesandersoniane</em>.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">I suoi film si ispirano principalmente agli anni ’70, ma lui non si limita a ricostruire le ambientazioni: le reinventa, creando ambienti che diventano più cult di quelli realmente d’epoca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In un certo senso, possiamo dire che gli <strong>interni</strong> di <strong>Wes Anderson</strong> sono un perfetto esempio di <strong>quando il <em>retrò</em> supera il <em>vintage</em></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia (in breve)</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="984" height="656" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BN2M1YzNiZmMtMGQ1MC00NzgzLTk5ZGUtOWIyNjRiYTU1MzkyXkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_.jpg" alt="" class="wp-image-396" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BN2M1YzNiZmMtMGQ1MC00NzgzLTk5ZGUtOWIyNjRiYTU1MzkyXkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_.jpg 984w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BN2M1YzNiZmMtMGQ1MC00NzgzLTk5ZGUtOWIyNjRiYTU1MzkyXkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BN2M1YzNiZmMtMGQ1MC00NzgzLTk5ZGUtOWIyNjRiYTU1MzkyXkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 984px) 100vw, 984px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="394" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/unnamed.jpg" alt="" class="wp-image-378" style="width:588px;height:452px" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/unnamed.jpg 512w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/unnamed-300x231.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il film Grand Budapest Hotel racconta, in digressione, la storia dell’elegantissimo e inarrivabile concierge/direttore dell’Hotel, Monsier Gustave e del suo fidato aiutante Zero, immigrato clandestino finito a lavorare al Grand Budapest. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I due, loro malgrado, si ritroveranno coinvolti nell’indagine per l’omicidio di Madame Desgoffe und Taxis, intima amica di Monsier Gustave, nonché proprietaria dell’Hotel.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grand Budapest Hotel: colori e design</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="770" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNmM3Y2IwZDMtOWZmNy00NWIxLWFiYmYtMzI5NGQ5ZWZlZmVkXkEyXkFqcGdeQXVyMjMzMDI4MjQ@._V1_SY1000_CR0013301000_AL_-1024x770.jpg" alt="" class="wp-image-397" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNmM3Y2IwZDMtOWZmNy00NWIxLWFiYmYtMzI5NGQ5ZWZlZmVkXkEyXkFqcGdeQXVyMjMzMDI4MjQ@._V1_SY1000_CR0013301000_AL_-1024x770.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNmM3Y2IwZDMtOWZmNy00NWIxLWFiYmYtMzI5NGQ5ZWZlZmVkXkEyXkFqcGdeQXVyMjMzMDI4MjQ@._V1_SY1000_CR0013301000_AL_-300x226.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNmM3Y2IwZDMtOWZmNy00NWIxLWFiYmYtMzI5NGQ5ZWZlZmVkXkEyXkFqcGdeQXVyMjMzMDI4MjQ@._V1_SY1000_CR0013301000_AL_-768x577.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BNmM3Y2IwZDMtOWZmNy00NWIxLWFiYmYtMzI5NGQ5ZWZlZmVkXkEyXkFqcGdeQXVyMjMzMDI4MjQ@._V1_SY1000_CR0013301000_AL_.jpg 1330w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> In Grand Budapest Hotel, parlando di Design, c’è tantissimo da ammirare (e analizzare!). Il film è diviso in due parti, con due ambientazioni completamente diverse ma allo stesso modo affascinanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto-digressione del signor Moustafa si sviluppa su un palette pastello, in un tripudio di rosa confetto, rossi e celesti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scene più recenti invece – dove Zero Moustafa racconta a un elegante Jude Law la sua storia – sono caratterizzate da colori ocra, terra bruciata e verde acido, in un’atmosfera decisamente più decadente e anni 70.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="451" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-2-1024x451.png" alt="" class="wp-image-400" style="width:670px;height:295px" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-2-1024x451.png 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-2-300x132.png 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-2-768x338.png 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-2.png 1481w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per la scenografia, il regista è stato aiutato dallo scenografo Adam Stockhausen. I due ammettono di aver preso ispirazione per il Grand Budapest dai sontuosi e regali Hotel Europei di inizio 900. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lussuoso atrio dell’Hotel, di fatto, è stato allestito proprio nella hall di un edificio del 1913: gli ex grandi magazzini Görlitzer Warenhaus a Görlitz, in Germania, diventati anche ufficio di produzione per tutta la durata delle riprese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-401" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-1024x682.jpeg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-300x200.jpeg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-768x512.jpeg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset-1170x780.jpeg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/image-asset.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">SONY DSC</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Grande punto di riferimento per la costruzione della scenografia è stato il Jugendstil, stile artistico tedesco di inizio 900. Il Jugendstil - dice lo scenografo - "È uno stile interessante con molte variazioni, non singolare come l'Art Deco o anche il classico Art Nouveau che ero abituato a vedere nei libri".</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-05-lobby-german-jugendstil-decor.jpg" alt="" class="wp-image-425" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-05-lobby-german-jugendstil-decor.jpg 800w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-05-lobby-german-jugendstil-decor-300x225.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-05-lobby-german-jugendstil-decor-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre a Görlitz si trova lo stabilimento balneare dei primi del Novecento, usato come centro benessere dell’Hotel. <br>Per me, questo ambiente è un grande esempio del decadentismo degli interni di Anderson: anche se in quelle vasche non mi viene proprio voglia di fare un bagno, trovo però che abbiano un fascino irresistibile e un incredibile rimando a un'epoca ormai lontana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="564" height="423" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/61e6b8c414d15c43946b015e0eb76404.jpg" alt="" class="wp-image-402" style="width:587px;height:440px" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/61e6b8c414d15c43946b015e0eb76404.jpg 564w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/61e6b8c414d15c43946b015e0eb76404-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il segreto degli Interni di Wes Anderson</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Il colore</strong></li>
</ol>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="700" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/01c4d8e9b2eaa569f77e3c2ccc7236f3.jpg" alt="" class="wp-image-404" style="width:575px;height:805px" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/01c4d8e9b2eaa569f77e3c2ccc7236f3.jpg 500w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/01c4d8e9b2eaa569f77e3c2ccc7236f3-214x300.jpg 214w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption class="wp-element-caption">Atmosfere fiabesche per l'ingresso del Grand Budapest nella sua epoca d'oro</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="594" height="396" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/A31U-cQJJK8l.jpg" alt="" class="wp-image-420" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/A31U-cQJJK8l.jpg 594w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/A31U-cQJJK8l-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /><figcaption class="wp-element-caption"> La hall del Grand Budapest a fine anni '60 è l'esempio  perfetto di come il colore - in questo caso un arancio molto accesso - caratterizzi immediatamente una scena, anche senza i personaggi!</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="614" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/e1beadc7670de657fa03b44b51f0caab.jpg" alt="" class="wp-image-421" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/e1beadc7670de657fa03b44b51f0caab.jpg 800w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/e1beadc7670de657fa03b44b51f0caab-300x230.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/e1beadc7670de657fa03b44b51f0caab-768x589.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">La funicolare che tutti vorrebbero avere nella propria città: quel rosa, esattamente identico alla facciata del  Grand Budapest, ci fa subito intuire dove ci porterà!</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYWZlOWIwYjEtOTlkYS00MjAyLTkyYTYtYzEzNGMzNGExMmE2XkEyXkFqcGdeQXVyODQxOTM0ODI@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-427" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYWZlOWIwYjEtOTlkYS00MjAyLTkyYTYtYzEzNGMzNGExMmE2XkEyXkFqcGdeQXVyODQxOTM0ODI@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_-1024x683.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYWZlOWIwYjEtOTlkYS00MjAyLTkyYTYtYzEzNGMzNGExMmE2XkEyXkFqcGdeQXVyODQxOTM0ODI@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYWZlOWIwYjEtOTlkYS00MjAyLTkyYTYtYzEzNGMzNGExMmE2XkEyXkFqcGdeQXVyODQxOTM0ODI@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_-768x512.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYWZlOWIwYjEtOTlkYS00MjAyLTkyYTYtYzEzNGMzNGExMmE2XkEyXkFqcGdeQXVyODQxOTM0ODI@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_-1170x780.jpg 1170w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BYWZlOWIwYjEtOTlkYS00MjAyLTkyYTYtYzEzNGMzNGExMmE2XkEyXkFqcGdeQXVyODQxOTM0ODI@._V1_SY1000_CR0015001000_AL_.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La scena iniziale nell'ascensore è un sapiente mix di colori. Ma come mai tutto quel rosso non ci sembra poi così opprimente? Perché è perfettamente abbinato al viola delle divise!</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">2. <strong>Il confronto simmetrico</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="445" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BMGExMGEyZDUtYjdmYi00N2FiLWJhZjQtMWUwMTY3ZDY5MWZhXkEyXkFqcGdeQXVyNDQxNjcxNQ@@._V1_SX1777_CR001777773_AL_-1024x445.jpg" alt="" class="wp-image-405" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BMGExMGEyZDUtYjdmYi00N2FiLWJhZjQtMWUwMTY3ZDY5MWZhXkEyXkFqcGdeQXVyNDQxNjcxNQ@@._V1_SX1777_CR001777773_AL_-1024x445.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BMGExMGEyZDUtYjdmYi00N2FiLWJhZjQtMWUwMTY3ZDY5MWZhXkEyXkFqcGdeQXVyNDQxNjcxNQ@@._V1_SX1777_CR001777773_AL_-300x131.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BMGExMGEyZDUtYjdmYi00N2FiLWJhZjQtMWUwMTY3ZDY5MWZhXkEyXkFqcGdeQXVyNDQxNjcxNQ@@._V1_SX1777_CR001777773_AL_-768x334.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BMGExMGEyZDUtYjdmYi00N2FiLWJhZjQtMWUwMTY3ZDY5MWZhXkEyXkFqcGdeQXVyNDQxNjcxNQ@@._V1_SX1777_CR001777773_AL_-1536x668.jpg 1536w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BMGExMGEyZDUtYjdmYi00N2FiLWJhZjQtMWUwMTY3ZDY5MWZhXkEyXkFqcGdeQXVyNDQxNjcxNQ@@._V1_SX1777_CR001777773_AL_.jpg 1777w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grand Budapest Hotel: Facciata degli anni '60, con un colore che ricorda il cemento a vista e la scritta in arancio, che si limita alle iniziali.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1023" height="739" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BOTI3NTgxNTUtZmEwNi00ZmY5LTk1MmQtM2MwZWEwMGJjOTY0XkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_.jpg" alt="" class="wp-image-406" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BOTI3NTgxNTUtZmEwNi00ZmY5LTk1MmQtM2MwZWEwMGJjOTY0XkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_.jpg 1023w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BOTI3NTgxNTUtZmEwNi00ZmY5LTk1MmQtM2MwZWEwMGJjOTY0XkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_-300x217.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/MV5BOTI3NTgxNTUtZmEwNi00ZmY5LTk1MmQtM2MwZWEwMGJjOTY0XkEyXkFqcGdeQXVyNjc0NjIyMDI@._V1_-768x555.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /><figcaption class="wp-element-caption"> Grand Budapest Hotel: Facciata degli anni '30, cornici bianche, diverse gradazioni di rosa, tetti azzurri spioventi che fanno subito "eleganza Parigina". </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-02-concierge.jpg" alt="" class="wp-image-407" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-02-concierge.jpg 800w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-02-concierge-300x225.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/dam-images-daily-2014-03-grand-budapest-hotel-grand-budapest-hotel-set-02-concierge-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Conciergerie fine anni '60: superfici laccate e laminato nei colori verde, giallo, arancio. Il tutto fa pensare a un interno vintage, non troppo curato (notare le scritte, "troppo" grandi e visibili)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="691" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_conciergerie_20-1024x691.png" alt="" class="wp-image-409" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_conciergerie_20-1024x691.png 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_conciergerie_20-300x203.png 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_conciergerie_20-768x519.png 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_conciergerie_20.png 1050w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"> Conciergerie anni '30: colonne e rivestimento in marmo giallo, boiserie beige dipinta a mano e sfondo laccato rosso danno un'idea immediata di eleganza e opulenza.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-18675-1440081417-3.jpg" alt="" class="wp-image-423" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-18675-1440081417-3.jpg 600w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-18675-1440081417-3-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una delle mie scene preferite: la chiamata a rapporto dei concierge dei vari hotel, tutti così simili eppure diversi!</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">3. <strong>Atmosfere degli ambienti divise per funzione</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="752" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/the-grand-budapest-hotel-2014-wes-anderson-14-1024x752.jpg" alt="" class="wp-image-412" style="aspect-ratio:43.16612377850163;width:863px;height:auto" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/the-grand-budapest-hotel-2014-wes-anderson-14-1024x752.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/the-grand-budapest-hotel-2014-wes-anderson-14-300x220.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/the-grand-budapest-hotel-2014-wes-anderson-14-768x564.jpg 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/the-grand-budapest-hotel-2014-wes-anderson-14.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Atmosfera e colori rustici per la cucina di Mendl's, regno di Agatha. Da notare l'orologio a sinistra, che con la sua cornice in legno completa l'equilibrio della composizione senza stonare.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="709" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_vista_retro_servitu-1024x709.png" alt="" class="wp-image-415" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_vista_retro_servitu-1024x709.png 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_vista_retro_servitu-300x208.png 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_vista_retro_servitu-768x531.png 768w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/grand_budapest_hotel_vista_retro_servitu.png 1042w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Per gli ambienti della servitù i colori sono sempre tenui (beige e marrone declinati in varie tonalità) e il materiale principale è il legno.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="527" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-14454-1440073322-3.jpg" alt="" class="wp-image-417" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-14454-1440073322-3.jpg 700w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-14454-1440073322-3-300x226.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">La casa della defunta Madame Desgoffe und Taxis si caratterizza per i toni molto scuri e l'impressione di grandezza quasi irraggiungibile (come i soffitti altissimi). Maestrale è qui l'uso della boiserie di legno, che sembra non finire più.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-1.jpg" alt="" class="wp-image-429" srcset="https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-1.jpg 1024w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-1-300x200.jpg 300w, https://www.valentinabova.it/wp-content/uploads/2020/04/original-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Che dire poi del Grand Budapest nell'epoca d'oro! Le colonne rosa, i pavimenti rossi o a scacchi, l'ottone e il dorato di lampade e cornici...abbastanza riconoscibile anche in un quiz cinematografico, no?</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Curiosità</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>La scenografia, come il film, ha seguito due fasi: i sontuosi interni dei grandi magazzini, dopo le riprese della prima parte del film, sono stati spogliati per creare gli ambienti minimalisti degli anni Sessanta. </li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>I dolci di Mendl's ti hanno conquistato? Ecco qui la video ricetta per farli, se non uguali, almeno simili!</li>
</ul>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="THE GRAND BUDAPEST HOTEL: &quot;How To Make a Courtesan au Chocolat&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Fx5lZkpDxnc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="has-very-light-gray-background-color has-background has-normal-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tra anni 30 e anni 60, quale set del film ti piace di più?</strong><br><strong>Che altro film che ti piacerebbe vedere nella rubrica Cinema retrò?</strong> Fammelo sapere, ti aspetto nei commenti! E resta connesso per non perderti articoli su altri set vintage! </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Immagini e riferimenti via: <a href="http://www.pinterest.com" target="_blank" rel="noopener">Pinterest</a>, <a href="http://www.domusweb.it" target="_blank" rel="noopener">Domus</a>, <a href="http://www.locationshub.com" target="_blank" rel="noopener">LocationHub</a>, <a href="http://www.imdb.com" target="_blank" rel="noopener">imdb.com</a>, <a href="http://www.architecturaldigest.com" target="_blank" rel="noopener">Architecturaldigest</a>, <a href="http://www.lonny.com" target="_blank" rel="noopener">Lonny</a></p>
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