7 Sconosciuti al el Royale: come creare da zero un set vintage

7 Sconosciuti a El Royale, film thriller uscito nel 2018, è scritto e diretto da Drew Goddard e racconta la storia di un gruppo di sconosciuti che si ritrovano tutti a dover passare la notte nell'hotel.

Ambientato alla fine degli anni ’60, quando El Royale è un hotel ormai decaduto, divenuto famoso ai suoi tempi per aver ospitato star del cinema e personaggi illustri. La sua particolarità è che si trova al confine tra la California e il Nevada.

Voglio essere sincera con voi: vi parlo di questo film perchè la sua scenografia mi è piaciuta davvero molto, tanto che appena finito di vederlo, ho scritto a una mia amica consigliandole la visione, perché il set era veramente fighissimo! (e anche per Chris Hemsworth, ma questa è un'altra storia).

Esattamente al centro dell’Hotel passa una linea rossa a terra che indica la fine di uno stato e l’inizio dell’altro.

Il film gioca molto su questa particolarità: le due parti hanno servizi e offerte distinte. La vita in California, per esempio, è più costosa e così le camere che si trovano sul suo lato. Anche la licenza per gli alcolici in California costa di più: per questo il bar si trova in Nevada!

Chiave di una stanza in California, con una miniatura dello stato come portachiavi

La scenografia fa lo stesso: come racconta lo scenografo Martin Whist, i due lati dell’Hotel rispecchiano le caratteristiche dei due stati. “Calore e sole ad ovest; speranza e opportunità a est" – così viene raccontato l’albergo dal concierge.

Whist stesso afferma che "La California è tutta calda nei colori e nelle trame, e il Nevada è tutto più fresco di lavanda e viola e molte superfici riflettenti", spiegando la decisione di incorporare nella sceneggiatura il legno per la California e gli specchi per il Nevada.

Zona bar in Nevada, dove El Royale ha attiva la licenza per gli alcolici

La Hall, che è per me la sala più caratteristica di tutto il film, è divisa a metà da una linea rossa che corre lungo il pavimento e arriva alla parete di fondo: una nicchia ricoperta di specchi opachi che ospita un jukebox, fortemente voluto dallo scenografo come elemento di distacco dal resto dell’allestimento.

Come se quanto detto finora non bastasse a rendere la scenografia di questo film insolita e interessante, c’è un altro fatto che va sicuramente apprezzato: il rapporto con le icone di Design dell’epoca.

Il set di 7 Sconosciuti a El Royale risponde perfettamente a una domanda molto importante: possiamo creare un ambiente retrò senza usare mobili di design, icone di quegli anni?

La risposta è sì. Infatti, nel set basato interamente sull’estetica anni ’50 americana, non c’è nemmeno uno degli oggetti iconici del tempo.

"La realtà dell’epoca è che non tutti avevano una sedia Eames" si giustifica Whist. Per questo nel film, per ricreare l’atmosfera anni 50, lo scenografo non usa oggetti famosi all’epoca ma piuttosto tutta una serie di forme, materiali e colori allora popolari.

Nel set di 7 Sconosciuti a El Royale, tutti i mobili sono stati realizzati su misura, carta da parati compresa, personalizzata e realizzata usando le tecniche di stampa del tempo. Inoltre, il formato stretto e lungo del film, è molto particolare e permette di dare più risalto a pavimento e soffitto: in questo modo gli attori - e lo spettatore con loro – si ritrovano immersi nella scenografia, che risulta più visibile!

La scenografia, proprio per questa tipologia di riprese, è pensata sia nel suo insieme che per pezzi singoli, affinchè tutti gli elementi del set potessero avere carattere e complessità anche se inquadrati nei primi piani.

Merito di questo film è l’aver ricreato l’atmosfera degli anni 50-60 attraverso la ricostruzione di ambienti con elementi tipici di quegli anni. Ne è un esempio il grande spazio aperto della hall e la zona relax, più bassa rispetto al resto e circondata da divanetti, elemento tipico di quell'epoca.

7 sconosciuti a el Royale: a caccia di particolari

La hall

Soffitto in assi di legno con diversa direzione, imponente lampadario a bracci, divanetti laterali curvi e fili di acciaio con perline che reggono i caminetti sospesi. Tutto concorre a dare all'ambiente un'atmosfera elegante ma allo stesso tempo rustica (e soprattutto retrò!).
Un dietro le quinte con il regista. Questo frame ci aiuta ad analizzare il punto di confine tra California e Nevada, con la nicchia specchiata e la linea rossa centrale da cui partono due moquette differenti.
Nella Hall grande spazio viene dato alla pietra, sia a pavimento che nelle basse pareti divisorie che ospitano le sedute.
Zona "gioco d'azzardo", simbolo del Nevada, dove è ospitata. Da notare il piano di gioco della roulette in radica - tipo di legno molto pregiato - , che dona al set un grande tocco di eleganza.
Il bancone della reception è un blocco di marmo nero scolpito e scanalato. Dietro, la carta da parati con gli orsi è un omaggio allo stato del Nevada.
Nulla è lasciato al caso e tutti gli elementi seguono una palette di colore ben precisa.
Si nota subito se fai caso ai dettagli di questa foto: specchio anticati con cornici ad arco, tavolo rivestito in ottone battuto a mano e la parte che preferisco, il pannello di legno intarsiato dietro al reverendo, Jeff Bridges.

Le camere

Suite Nevada. Jon Hamm nella vasca da bagno - creata su misura - che inglobata nel pavimento è un elemento tipico degli anni '60, così come la parete di roccia lì dietro.
Carta da parati "lilla Nevada" come dice lo scenografo, e cornici della porta marrone scuro. Questi elementi, pensati nel dettaglio, si possono apprezzare nelle inquadrature ravvicinate come questa, con Dakota Johnson al centro.
Cynthia Erivo e Dakota Johnson immerse in un ambiente subito riconoscibile come vintage. Qui, la carta da parati è sempre sul lilla ma con disegno geometrico.
Carta da parati vintage e anche un po' rovinata in questa scena con Jon Hamm, dove il set è protagonista di metà inquadratura.
La testiera vintage del letto, in legno e paglia di Vienna, aiuta a illuminare la scena, altrimenti molto cupa.
Inquadratura completa di una stanza tipo: finestre coperte da tende a mezza altezza, carta da parati alle pareti, 3 bucature asimmetriche con vetro opaco e tante luci gialle.

Insomma, possiamo dire che sicuramente il merito di questo film è quello di aver saputo ricreare una vera e propria atmosfera vintage partendo da zero!

Che ne pensi di questo set? C'è qualche altro film che ti piacerebbe vedere analizzato nella rubrica Cinema retrò? Fammelo sapere, ti aspetto nei commenti! E resta connesso per non perderti articoli su altri set vintage!

Foto via Kimberly French, Apartment Terapy, imdb

Potresti adorare anche questi articoli...

piacere valentina

chi sono valentina bova
Credo nel potere delle storie e delle cose “belle” che ci trasmettono emozioni. Il vintage, per me, è una fusione perfetta tra una storia e un oggetto e sogno un mondo in cui le persone ne riconoscano il valore.
Da architetta a content creator è un'attimo...
leggi la mia storia

nel blog trovi anche

One comment on “7 Sconosciuti al el Royale: come creare da zero un set vintage”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Copyright 2024 Valentina Bova - Photo by associazionecontroluce - Web Design La Stratagemma 

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: